Esiste un legame antichissimo tra l’uomo e i minerali, la pietra infatti è stata il primo materiale che l’uomo ha manipolato per ottenere utensili e armi per la propria sopravvivenza. In seguito, con il miglioramento delle condizioni di vita e il perfezionarsi della sua manualità, l’uomo ha saputo apprezzare anche l’aspetto estetico di certi minerali ed ha iniziato a creare dei monili e degli oggetti di culto.
Civiltà antiche come gli egizi e gli indù, avevano imparato ad usare i minerali anche per scopi terapeutici, purificandoli e trattandoli con complesse procedure alchemiche. Questi popoli avevano colto l’energia che i minerali possiedono e l’influenza che essi esercitano sull’essere umano, pur non conoscendo la loro composizione chimico-fisica. Oggi, grazie ad analisi chimiche, fisiche e spettrografiche siamo in grado di fornire una spiegazione scientifica alla validità terapeutica dei minerali, senza per questo sminuire quel fascino e quell’attrazione quasi spirituale che da sempre i minerali hanno esercitato sull’uomo.
b Ad un primo sguardo, i minerali si distinguono gli uni dagli altri per la morfologia. Soprattutto al momento della loro formazione, essi presentano una straordinaria regolarità nella forma e negli angoli, caratteristica che nell’antichità veniva considerata una prova inconfutabile della creazione da parte degli dei.
Nel 1669 il naturalista danese Neil Stensen postulò la “legge della costanza angolare”, secondo cui la regolarità degli angoli di un cristallo è indipendente dalla dimensione, dalla forma e dal luogo d’origine del cristallo stesso.
Alla fine del ‘700, lo studioso di cristalli Robert Just Haüy comprese che la geometria del cristallo è dovuta alla particolare disposizione nello spazio degli atomi che lo compongono. Questo schema forma il cosiddetto reticolo cristallino, tenuto insieme da forze elettromagnetiche e dalla pressione esterna, secondo il modello termodinamicamente più stabile per quel cristallo. Oggi si conoscono 8 tipi di reticolo cristallino:
- sistema cubico, cristalli con struttura quadrata;
- sistema esagonale, cristalli a sei facce;
- sistema trigonale, cristalli a tre facce;
- sistema tetragonale, cristalli rettangolari;
- sistema rombico, cristalli con struttura a “losanga”;
- sistema monoclino, cristalli a parallelogramma;
- sistema triclino, cristalli trapezoidali;
- sistema amorfo, minerali privi di schema cristallino, per via delle condizioni in cui si è formato.
Il tipo di reticolo cristallino dipende ovviamente da quali atomi lo compongono e da quanti e quali legami chimici formano tra loro. Alcuni elementi chimici della tavola periodica non entrano a far parte dei sistemi cristallini, si tratta degli elementi creati artificialmente dall’uomo e dei “gas nobili”, che per loro natura non sono in grado di formare legami. Gli altri elementi, metalli, non metalli e metalloidi, si combinano a dare il 95% di tutti i minerali conosciuti.
Come regola generale, il reticolo cristallino è formato da un non metallo, che determina le proprietà terapeutiche del minerale, e da un metallo, che causa solo variazioni secondarie di queste proprietà, ed è inoltre responsabile del colore del minerale. E’ comunque la polarità metallo-non metallo a definire la qualità terapeutica del minerale e non tanto i singoli elementi presi da soli.
L’ altra caratteristica evidente che distingue i minerali è il colore, che, come nel caso della morfologia, venne interpretato dagli antichi come una manifestazione divina.
Oggi si sa che i colori sono delle radiazioni dello spettro elettromagnetico ad una determinata frequenza e lunghezza d’onda. Ogni corpo fisico, quando è colpito dalla luce, in parte la assorbe e in parte la riflette; la lunghezza d’onda della luce riflessa determina il colore del corpo. Nei minerali la colorazione è dovuta a diversi fattori. Il fattore più comune è la presenza di metalli, come Fe, Cr, Ni, Cu, Co, Mn, che assorbono certe lunghezze d’onda e perciò vengono detticromofori, ossia “portatori di luce”. Un’altra causa è l’effetto ionizzante di certe particelle radioattive emesse da alcuni minerali, vale a dire, la loro capacità di strappare elettroni dalle loro orbite e di intrappolarli nel reticolo cristallino, impedendogli di tornare ai loro atomi di provenienza. In questo caso, sono questi elettroni liberi a fungere da cromofori. Il colore viene determinato anche da strutture interne, quali fessurazioni o irregolarità, che rifraggono la luce o la scompongono in riflessi multicolori.
Infine, la colorazione può essere data dalla presenza di inclusioni di composti solidi, fluidi o gassosi, estranei alla composizione chimica del minerale e che interferiscono con il suo reticolo cristallino.
Ogni individuo è sicuramente un mondo a sé, con un proprio modo di rapportarsi con gli altri, di affrontare le esperienze ecc…Tuttavia si possono trovare dei comuni denominatori nel comportamento umano, che consentono di individuare delle tipologie entro cui “classificare” i diversi stili di vita.
Nell’ambito della cristalloterapia il prof. Michael Gienger ha trovato una correlazione tra gli otto tipi di reticolo cristallino e gli stili di vita.
1) Stile di vita cubico
Si tratta di individui che rifiutano tutto ciò che è casuale e prediligono l’ordine e la regolarità, per poter avere tutto sempre “sotto controllo”.
La loro giornata è ben programmata, scandita da eventi fissi.
Sono riflessivi, ponderano sempre ciò che fanno e dicono, perché sono attenti alle possibili conseguenze. Sanno amare, ma non si lasciano guidare dai sentimenti per paura di venirne trascinati.
La mancanza di flessibilità impedisce loro di reagire con spontaneità di fronte all’insorgere di situazioni impreviste, per cui un fallimento può metterli in crisi. I loro modelli comportamentali assunti a norme diventano più importanti della realtà stessa, tanto da farsi governare da essi. Ogni impulso innovativo esterno è percepito come una minaccia.
Se questi individui si aprono di più nei confronti del mondo, imparano a considerare il proprio modo di vedere le cose come parte di un ordine complessivo. Possono così far emergere la loro innata tendenza a pensare “alla grande”, che li rende attratti dai grandi progetti, dagli incarichi di responsabilità, cosa che riesce loro facile gestire.
2) Stile di vita esagonale
Il tratto distintivo di questi individui è la costante aspirazione all’efficienza. Per essi il tempo è il bene più prezioso, sono impegnati in molte cose e, appena raggiungono un obiettivo, ne cercano subito uno nuovo. Programmano le loro azioni e perseguono sempre con perseveranza e diligenza quanto hanno programmato. Paradossalmente però, per loro è motivo di crisi il conseguimento di quello che ritengono l’obiettivo “più importante della loro esistenza”, infatti, hanno un continuo bisogno di essere impegnati in qualche compito, mentre sono molto meno interessati al suo completamento. Quindi raramente si fermano ad assaporare i frutti del loro lavoro, e perseguono obiettivi ed ideali così elevati, da non poter essere mai raggiunti.
Non si fanno condizionare dagli altri nelle loro azioni perché possiedono un’innata spinta ad emergere.
Si mantengono in forma ed in salute praticando sport ed osservando una corretta alimentazione, fino a che non diventano prioritarie altre questioni. Le malattie di questi individui sono quasi sempre legate allo stress per l’eccessivo lavoro e al conseguente scarso riguardo per se stessi.
3) Stile di vita triangolare
Alla forma geometrica più semplice corrisponde uno stile di vita caratterizzato dalla semplicità. I soggetti “triangolari” sono pragmatici e realisti, il loro motto è “minimo lavoro, massimo risultato”.
Affrontano la vita con calma, aspettando che gli eventi seguano il loro corso naturale, perciò vengono spesso accusati di pigrizia. In realtà, questa loro attitudine permette loro di risolvere i problemi senza grosse difficoltà, diventando un riferimento per gli altri. Spesso emergono in ambito lavorativo, occupando posizioni di responsabilità.
Questo bisogno di tranquillità e comodità, se eccessivo, può trasformarsi in trascuratezza, causando anche una tendenza all’obesità, e fuggono da conflitti o situazioni problematiche rifugiandosi nel loro microcosmo domestico.
Perciò i soggetti “triangolari” cadono spesso vittima dell’egoismo, considerando solo il proprio benessere e mostrando poco interesse per i problemi altrui. Se ciò si trasforma in indifferenza, ci saranno conseguenze sulla loro vita emotiva, che tenderà ad appiattirsi.
4) Stile di vita tetragonale
Questo stile di vita appare segnato dalla duplicità: si ha l’impressione di individui che programmano le proprie azioni con anticipo, richiamando lo stile cubico, ma possono cambiare idea e programma nel corso della realizzazione, rendendo la vita non facile a chi deve lavorare con loro.
Amano il nuovo e l’ignoto, detestano ciò che tende a ripetersi, perciò sono adatti all’attività del ricercatore, che tende a mettere tutto in discussione, grazie alla loro notevole fantasia ed intuizione.
Sanno come ingannare il prossimo, assumendo diverse identità. Ciò è evidente dalle metamorfosi cui è spesso soggetto il loro aspetto esteriore. La “catastrofe” si verifica quando sono costretti a rivelare ciò che celano, agitandosi e cercando di trovare una nuova facciata.
Questa perdita di identità può causare un’esplosione di aggressività verso chi li ha scoperti, o verso se stessi, con una depressione o con una scissione della realtà interiore.
Solo riconoscendo che la facciata artificiale è una forte limitazione alla propria libertà è possibile il cambiamento.
5) Stile di vita rombico
La somiglianza del rombo con il quadrato corrisponde ad uno stile di vita all’insegna dell’ordine, turbato solo da improvvisi stati depressivi o fobie, che altrettanto improvvisamente scompaiono. Questa costante oscillazione tra lunghe fasi di regolarità e bruschi mutamenti determina il ritmo dell’individuo “rombico”. Egli può improvvisamente dichiarare chiusi vecchi rapporti affettivi, dimettersi dal posto di lavoro, cambiare appartamento ecc…illudendosi di poter cominciare sempre una nuova vita.
La sua adattabilità lo rende capace di immedesimarsi nei problemi degli altri e di intuire gli stati d’animo di chi gli sta intorno; la felicità altrui è per lui motivo di gioia e non ha difficoltà a subordinare i suoi interessi personali a quelli della comunità con cui si identifica.
Il bisogno di adeguarsi però può essere causato da un senso di vuoto interiore o debolezza, che si cerca di compensare con il sostegno esterno di un partner, di un amico o di un lavoro. Tale mancanza di considerazione per i propri bisogni persiste fino a che l’individuo non rivede i suoi rapporti con gli altri, mettendoli su un piano di maggiore parità; significherà riconoscere che a lungo egli non ha vissuto la sua esistenza, ma quella del partner, dei genitori, dei figli, dei superiori ecc…
La via d’uscita è difendere e rafforzare i propri interessi e porre al primo posto gli obiettivi che si ritengono importanti per se stessi.
6) Stile di vita monoclino
È una forma che pende da un lato e lo stesso senso di in stabilità caratterizza uno stile di vita scandito da alti e bassi, dalle oscillazioni degli stati d’animo. Questo permanente mutamento possiede però una sua regolarità che lo rende prevedibile.
L’individuo non stabilisce mai scadenze precise per i suoi progetti perché è convinto che fino all’ultimo tutto possa cambiare. Il più delle volte agisce di puro impulso, ma se indugia tra due possibilità, dopo aver deciso viene assalito dal dubbio, condizione che spesso lo accompagna.
I suoi sentimenti possono mutare molto repentinamente, ciò ha un aspetto positivo, in quanto rabbia e dolore potranno sfumare rapidamente. Instabile è anche la sua forma fisica e la condizione di salute.
Frequenti sono i contrasti con coloro che si adeguano difficilmente ai suoi continui cambiamenti. Se tende a farsi convincere dagli altri, finisce col perdere fiducia in se stesso, se invece riesce a confrontarsi in modo chiaro e diretto, facendo valere il proprio punto di vista, egli impara molto da questi contrasti.
7) Stile di vita triclino
Il trapezio, con la base maggiore, simboleggia stabilità, ma se lo si capovolge esso appare precario e instabile. La vita del soggetto in questione è contrassegnata da illogicità, spontaneità e imprevedibilità.
Sono soggetti creativi, ma che alternano periodi di ispirazione continua a periodi di totale vuoto di idee.
Le emozioni sono soggette ad oscillazioni repentine, certi stati d’animo giunti al loro apice si convertono inesplicabilmente nel proprio opposto. Il loro aspetto esteriore può essere tanto elegante, quanto sciatto e rifletterà lo stato d’animo che di volta in volta li attraversa.
L’aspetto peggiore di tali individui è spesso l’indifferenza di cui si coprono, dal momento che si sentono travolti dalla marea dei cambiamenti, come se fossero dominati da un destino ostile. Perdono così fiducia in sé e nell’aiuto degli altri. Condizione indispensabile è che l’individuo rinunci a considerarsi una vittima e si assuma la responsabilità della propria esistenza.
8) Stile di vita amorfo
La parola “versatilità” descrive bene questo stile di vita, in cui tutto si presenta sempre con una luce nuova ed irripetibile. Ciò non va inteso come cambiamento, perché implicherebbe uno sviluppo causale, bensì il tempo viene inteso come un punto: il qui ed ora.
Il soggetto amorfo mette subito in pratica le idee che concepisce ed è sempre ben concentrato sull’attività che sta svolgendo. Possiede una creatività illimitata che spazia negli ambiti più diversi. È un soggetto attivo e molto occupato, ama la libertà e la mancanza di legami o vincoli di sorta.
Prova un’ampia gamma di emozioni, ma si identifica in quella del momento, la vive fino in fondo e poi la lascia alle spalle.
Il pericolo sorge solo nel momento in cui pretende di congelare il presente allontanando passato e futuro, così non sa più chi è, incontra il lato oscuro della mancanza di struttura, cioè l’assenza di idee e creatività. Condizione, d’altro canto, che potrebbe lasciarsi alle spalle non appena qualcosa di nuovo si presenti. Nello stile di vita amorfo, non essendoci nulla di definitivo, vi è sempre la possibilità di sperare, una nuova chance.
Si può notare che ogni stile di vita possiede ovviamente aspetti positivi e negativi, con cui comunque dobbiamo convivere per imparare a conoscerci e quindi a trasformarci, ad evolvere, pur rimanendo noi stessi. I minerali ci aiutano a rapportarci con il nostro stile di vita, secondo il principio omeopatico, per cui “il simile cura il simile”. Ma non è tutto: spesso alcuni aspetti del nostro stile ci appaiono estranei, mentre ci sentiamo vicini a tratti di altri stili di vita, o ancora ci piacerebbe acquisire un certo aspetto per migliorarci. Anche in questo caso, l’influenza emanata dai minerali può stimolare in noi un “processo di apprendimento”, per sviluppare certe caratteristiche a cui vorremmo avvicinarci.
Ormai è noto a tutti che molti elementi chimici svolgono un ruolo fondamentale nel metabolismo del corpo umano, essi sono noti con il nome di sali minerali e oligoelementi, a seconda della quantità in cui sono presenti e necessari (nell’ordine dei microgrammi i primi, picogrammi i secondi). Essi intervengono in moltissime reazioni enzimatiche, nonché nella trasmissione degli impulsi nervosi, nella omeostasi idrica e nell’eliminazione delle tossine.
L’uomo non sintetizza da sé questi minerali, ma li introduce con l’alimentazione. Una carenza di minerali, dovuta ad una dieta errata, o anche ad una incapacità di assimilazione dell’intestino, compromette molte funzioni biochimiche, causando accumulo di tossine nei fluidi corporei.
b Come recita la Tavola di Smeraldo: “come in alto, così in basso”, allo stesso modo la visione psicosomatica ci insegna che non esiste distinzione tra mente e corpo, perché sono un evento sincrono. Quindi, poichè i fluidi corporei raggiungono tutti i distretti dell’organismo, cervello compreso, essi influenzano l’individuo sia a livello fisico che psichico.
Qui entra in gioco la valenza terapeutica dei minerali, che sono una fonte di quegli elementi di cui si è carenti. L’uso dei minerali allora ripristinerà l’equilibrio sui piani fisico, mentale e spirituale, riattivando quelle funzioni di assimilazione, digestione ed espulsione valide tanto per il cibo, quanto per i pensieri e per le emozioni. Ciò che determina su quale dei tre piani un elemento minerale andrà ad agire è la sua concentrazione e, secondo il “principio della concentrazione”, essa è definita:
- rilevante, quando l’elemento è uno dei costituenti fondamentali del minerale e si trova nella sua formula chimica. Esplica un’azione sul piano fisico;
- rilevabile, quando esso non fa parte della formula chimica e si rintraccia con analisi chimiche. Agisce sul piano mentale;
- in tracce, quando l’elemento è difficilmente rintracciabile anche con le normali procedure chimiche. In questo caso ha effetti sul piano psicologico e spirituale.
Le pietre, come tutti i corpi dell’universo, possiedono un potere irradiante, in particolare, esse assorbono la luce e la trasformano nella gamma degli infrarossi, della radiazione visibile e delle microonde. Inoltre, ogni pietra ha una propria aura, che dipende dalla composizione chimica e dal reticolo cristallino del minerale e che quindi determina la sua azione sul nostro organismo, per questo motivo le pietre devono essere considerate tra le terapie informazionali. Un certo minerale irradia la propria aura a contatto con la pelle, ma mentre le radiazioni infrarosse non superano gli strati superficiali del corpo e vengono percepite come calore, i colori e le microonde raggiungono gli organi e i tessuti profondi. L’energia irradiata dalle pietre influenza la comunicazione tra le cellule, che, come si è detto, comunicano fra loro tramite i fotoni.
I colori delle pietre, percepiti con gli occhi e assorbiti dalla pelle, agiscono sui tre livelli, fisico, mentale e spirituale, riequilibrando e risolvendo eventuali disarmonie.
I minerali neri assorbono tutta la luce incidente, perciò sono indicati nei disturbi legati ad un eccesso di energia, dovuto a blocchi o ristagni, assorbendo il surplus energetico. Inoltre infondono sicurezza e stabilità e aiutano e metterci alla ricerca della propria luce interiore.
Esempi: ossidiana affumicata, tormalina nera, quarzo fumè.
I minerali rossi sono fortemente stimolanti della circolazione sanguigna e dell’intestino tenue, rigenerano il sangue e infondono calore. Intensificano l’attività mentale, l’espressione dei sentimenti e il desiderio di aiutare gli altri.
I minerali rosa, grazie alla componente bianca, rendono tranquilli, sensibili e promuovono la compassione.
I minerali arancioni hanno un effetto rivitalizzante, distribuendo in modo equilibrato l’energia nell’organismo, in particolare, stimolano gli organi sessuali. Favoriscono la creatività, infondono gioia di vivere, fiducia in se stessi e fanno sentire in armonia con l’ordine superiore delle cose.
I minerali gialli e oro stimolano l’attività di stomaco, milza e pancreas, favorendo i processi digestivi. Sostengono il sistema nervoso vegetativo e quello immunitario. Infondono coraggio e ottimismo, energia e fiducia in se stessi; stimolano la ” digestione mentale” e aiutano l’individuo a prendere in mano le redini della propria vita.
I minerali verdi stimolano l’attività di fegato e cistifellea, favorendo la disintossicazione e la rigenerazione dell’organismo. Hanno un’azione armonizzante sia a livello fisico che mentale, esplicano un effetto liberatorio sui sentimenti, in particolare su rabbia e collera, portando pace interiore. Rafforzano lo spirito d’iniziativa e la volontà e contrastano il pessimismo.
I minerali blu regolano l’attività di reni e vescica, l’equilibrio ormonale, il pH e il movimento dei fluidi organici. Hanno un effetto tranquillizzante, aiutano a ritrovare il coraggio e rafforzano l’equilibrio interiore.
I minerali viola stimolano l’attività cerebrale e quella dei nervi motori e sensori, favoriscono gli scambi gassosi nei polmoni, le attività di assorbimento ed eliminazione dell’intestino crasso e della cute. Hanno un effetto liberatorio anche a livello mentale, facendo uscire più facilmente dalla tristezza e dai traumi; stimolano la creatività, la consapevolezza, la libertà di pensiero. Infondono calma e distensione.
I minerali bianchi, trasparenti ed argentei veicolano luce, rafforzando ciò che già è presente in noi e lavorando in sinergia con gli altri minerali. Stimolano la purezza, la chiarezza, la conoscenza di sé e la spinta a perfezionarsi.
I minerali brillanti e multicolori stimolano l’attività dell’intero organismo ed accelerano i processi di guarigione. Hanno un effetto incoraggiante, permettendo all’individuo di dedicare le proprie energie al conseguimento di un obiettivo, conservando la gioia di vivere e senza sentirsi schiacciato dal peso delle responsabilità.
Acquistando una pietra sarà innanzitutto opportuno verificare che la stessa sia intatta.
Questo indipendentemente dal fatto che si tratti di una pietra grezza o di una burattata. La burattatura consiste in un procedimento non traumatico tramite il quale i minerali grezzi vengono posti in una cisterna con molta sabbia, tale cisterna viene poi chiusa e fatta girare per alcuni giorni sino ad un mese , avendo cura di sostituire la sabbia o il materiale abrasivo con altra sabbia o con sostanze di grana sempre più fine, sino a che la pietra ottiene una straordinaria lucentezza. La burattatura è come un dolce e lunghissimo massaggio.
Le pietre grezze sono invece completamente naturali, non sono state tagliate, nè trattate chimicamente per migliorare aspetto e colore. Tagliarle significherebbe a tutti gli effetti, rovinarne l’energia.
Come tutte le terapie informazionali, anche la scelta e l’uso di una pietra non sono sintomatici, bensì si basano sull’indagine delle cause scatenanti il problema, si tratta cioè di una terapia analitica. Solo così si possono riattivare le energie e la innata capacità di autoguarigione dell’individuo.
Esistono 4 criteri per la scelta della pietra personale.
1) Scelta visiva: la pietra della coscienza.
Si dispongono diversi minerali davanti a noi e si sceglie quello che più ci ispira. Questa scelta è solo in parte cosciente, in realtà ciò che percepiamo viene costantemente posto in relazione nel nostro inconscio con vecchi ricordi o precedenti esperienze e ciò avviene molto più rapidamente di qualunque processo razionale.
La pietra scelta con questo criterio influenza quindi la sfera psichica, facilitando l’emersione di ricordi piacevoli o dolorosi e stimolando anche l’attività onirica.
2) Scelta tattile: la pietra del corpo.
La pietra si sceglie ad occhi chiusi, dopo averle toccate tutte. Questa scelta intuitiva si basa sullo stato d’animo, perciò la pietra possiederà le proprietà che meglio si adattano alle condizioni fisiche del momento. Se per qualche motivo siamo in squilibrio chimico o energetico, bisogna fornire all’organismo le informazioni di cui necessita per ripristinare le condizioni omeostatiche. Toccando le pietre si avvertono le radiazioni emesse dai minerali e la scelta cadrà sul minerale che emette le radiazioni corrispondenti a quelle di cui il corpo ha bisogno. La pietra così prescelta fa recuperare l’equilibrio interiore, nonchè quello fisico, rendendo più ricettivi ed attivi, infine aiuta ad entrare maggiormente in contatto col proprio corpo.
3) Scelta verbale: la pietra della ragione
La scelta è unicamente affidata alla reazione nei confronti di una certa informazione verbale, quindi entra in gioco la mente cosciente, che cerca i comprendere ed analizzare, mentre l’inconscio comunque continua a fare le sue associazioni tra evento presente ed esperienze passate.
Con questo criterio si può rendere più vigile la coscienza, facendola vivere maggiormente nel presente; inoltre la pietra scelta ci aiuterà ad esprimere la nostra vera natura, che rispecchia la nostra visione del mondo e le nostre idee.
4) Scelta casuale: la pietra dello spirito
In questo caso non giocano alcun ruolo né la psiche (la pietra non può essere vista), né il corpo (la pietra non è toccata), né l’intelletto (non si hanno informazioni sulla pietra). Viene coinvolta la componente immateriale e creativa di noi, lo spirito, che va ben oltre i confini del nostro corpo. La scelta casuale può dare indicazioni sulle nostre convinzioni più profonde, che ci guideranno nell’impostare la nostra vita; può migliorare le capacità percettive e dare una visione d’insieme del progetto per cui siamo venuti al mondo.
Fra le varie possibilità bisogna optare per quella che meglio si adatta alle esigenze personali.
- Indossare la pietra: ci si riferisce a tutte quelle applicazioni che richiedono un contatto prolungato e diretto della pietra con la pelle. La pietra va portata con sé finché non si manifestano dei miglioramenti certi. Spesso all’inizio potrebbe esserci un peggioramento delle condizioni, che dimostra che l’organismo sta lottando contro il disturbo.
- Applicazione temporanea: la pietra va appoggiata periodicamente sul corpo sulla zona che presenta dolori o mancanza di energia. Anche in questo caso il trattamento va sospeso solo quando compare un netto miglioramento delle condizioni. Si deve considerare però l’orario di applicazione, in base al diverso grado di attività degli organi durante il giorno. Nella maggior parte dei casi il periodo migliore coincide con la fase di massima attività dell’organo.
- Cerchio di pietre: ci si mette al centro di un gruppo di pietre disposte in circolo e si percepisce le radiazioni che esse emanano. Questo metodo ha effetti a livello psicologico, mentale e spirituale. Si resta nel cerchio fino a quando non si avverte un senso di miglioramento, o al contrario, quando c’è l’impulso di uscire.
- Meditazione con le pietre: si potrà contemplare la pietra durante la meditazione, o applicarla in una zona del corpo che lo richieda. Si entrerà in una sorta di simbiosi con essa.
- Collocazione nell’ambiente: l’aura emanata dalle pietre poste nell’ambiente in cui viviamo e lavoriamo può influenzarci in modo positivo. E’ importante che le pietre abbiano un raggio d’azione sufficientemente ampio, perciò sono da preferire pietre grezze, cristalli e druse.
Quando una pietra sta a contatto col corpo, tende ad assorbire elettricità statica, che si elimina facilmente ponendola sotto l’acqua corrente, acqua fredda e pulita ( l’ideale sarebbe l’acqua pura di un ruscello) ma anche l’acqua di mare o del rubinetto vanno benissimo. Mai però , assolutamente, acqua calda poiché potrebbe incrinare il cristallo, facendogli perdere energia.
Durante la pulitura, il cristallo dovrebbe essere tenuto in mano, in modo che, l’energia che dovesse assorbire, sia della persona che poi lo userà. Tenendolo in mano si pensi, con un atto di volonta’, che tutte le energie indesiderate siano lavate via, e che restino invece quelle favorevoli. E’ sempre bene chiedere che le forze relative all’essenza delle acque, accettino queste energie negative e le trasformino in positive. Fare asciugare il cristallo al sole e’ meglio che con un panno.
Invece, l’informazione che l’individuo ha trasmesso alla pietra resta immagazzinata, ma la si può cancellare in due modi principalmente:
- mettendo la pietra su una drusa di ametista, che emette una intensa corrente energetica, per la presenza di ferro nel suo reticolo cristallino. La si può lasciare sulla drusa per tutto il tempo che si desidera;
- riponendo la pietra in un contenitore di vetro e coprendola di sale marino. Alcune pietre si alterano a diretto contatto col sale, quindi si mette la pietra in un recipiente di vetro e quest’ultimo nel contenitore contenente il sale. E’ un metodo molto rapido, bastano dieci minuti se la pietra si è usata per una settimana;
- ponendo il cristallo/pietra accanto o sotto una piramide e lasciandovelo per almeno 24 ore. Speciali piramidi si possono acquistare presso fornitori di oggetti esoterici.
Le pietre vanno anche “ricaricate”, perché mantengano la loro emissione aurica.
- In una giornata assolata, non umida, adagiare il cristallo su un panno bianco ed esporlo al sole, lasciandolo così per molte ore.
Capovolgerlo di tanto in tanto, in modo che possa assorbire in ogni parte l’energia positiva del sole. - lo stesso si può fare nelle notti di luna piena, avendo cura di toglierlo al mattino;
- Alcuni cristalloterapeuti sotterrano le loro pietre in luoghi a loro “amici” o “positivi”.
- Un metodo egualmente efficace, vedendo il cristallo/pietra come un “amplificatore di pensiero”, e’ quello di tenerlo tra le mani, visualizzando un flusso di energia positiva diretta verso di esso (BIANCA), mentre quella negativa ne esce ( NERA, che si trasforma in GRIGIA neutralizzandosi, per poi riacquistare il colore BIANCO ).
Le pietre si conservano semplicemente dentro una vetrinetta, non esposte alla luce diretta, perché molte varietà possono sbiadire. Per la pulizia è sufficiente spolverarle con un pennellino.
Lo scopo di questo processo e’ quello di sintonizzare il cristallo/pietra con la persona che lo userà, e di prepararlo alla sua funzione terapeutica.
A. Sedetevi su una sedia, in posizione eretta, in un luogo tranquillo, dove nessuno verra’ a disturbarvi.
B. Con il cristallo/pietra in mano, concentratevi su di esso.
C. Chiudete gli occhi e rilassatevi, rasserenando la mente.
D. Ora immaginate che una spirale di pura luce bianca si materializzi intorno a voi e che, girando in senso orario, dal pavimento salga fino alla vostra testa. Continuate a visualizzare la spirale in prossimita’ della testa, mentre avvolge voi ed il vostro cristallo.
Conservate questa immagine nella mente per molti minuti, prima di farla svanire. Il cristallo adesso e’ pronto per l’uso.
