Oligoterapia
Il protoplasma delle cellule animali e vegetali è costituito in genere dal 75-85% di acqua, dal 10-20% di proteine, dal 2-3% di lipidi, dall’1-1,5% di acidi nucleici, dall’1% di glucidi, dall’1% di sali minerali. L’analisi chimica del protoplasma rivela dunque, oltre ad un’altissima percentuale di acqua, la presenza di composti organici ed inorganici.
Solo una quarantina di elementi chimici, tra gli oltre cento conosciuti, entrano a far parte della costituzione della materia vivente. I costituenti più importanti dal punto di vista ponderale sono ilcarbonio (C), l’ossigeno (O), l’idrogeno (H), l’azoto (N), seguono lo zolfo (S) e il fosforo (P).
Il carbonio, l’idrogeno, l’ossigeno e l’azoto, elementi primari plastici della materia vivente, costituiscono il 97% di essa.
Un certo numero di elementi si trova sotto forma di sali inorganici presenti prevalentemente nel protoplasma in forma dissociata, ossia come ioni. Tra essi assumono un’ importanza rilevante per le funzioni cellulari alcuni cationi (K+, Na+, Ca++, Mg++) e anioni (Cl–, HCO3–, H2PO4–, SO4—).
Na+, K+, Cl– Questi ioni rappresentano il sistema principale per la regolazione della permeabilità di membrana. Mentre Na+ e Cl– sono più concentrati nei liquidi extracellulari, lo ione K+ si accumula all’interno delle cellule dove svolge funzioni di controllo su molte attività enzimatiche.
Ca++, HPO4— Il fosfato di calcio è localizzato nelle ossa e nei denti. Sotto controllo ormonale, questo sale viene continuamente rimosso e dissociato; le forme ioniche si trovano nel sangue e nei liquidi tissutali. Ca++ regola la contrattilità muscolare e l’eccitabilità delle fibre nervose, interviene nell’attivazione di numerosi sistemi enzimatici. HPO4—contribuisce all’equilibrio del pH ematico ed all’immagazzinamento di energia chimica sotto forma di molecole di ATP e molecole simili. E’ inoltre presente nei fosfolipidi, negli acidi nucleici e in molte proteine. Mg++ E’ presente nelle ossa sotto forma di fosfato di magnesio. In forma ionica agisce attivando molti sistemi enzimatici e stabilizzando la conformazione molecolare degli acidi nucleici e della clorofilla. SO4—, HCO3— Gli ioni solfato partecipano alla stabilizzazione strutturale di numerose proteine (collagene, cheratina) ed entrano nella composizione di alcune vitamine. Gli ioni bicarbonato rappresentano la principale forma di trasporto per la CO2 e svolgono un ruolo fondamentale nell’equilibrio acido-base.
Altri elementi, pur svolgendo importantissime funzioni, si trovano in piccolissime dosi, vengono detti oligoelementi (dal greco oligos = poco) e, secondo la definizione di Forsenn a metà degli anni ’70, essi sono presenti in concentrazione uguale o inferiore allo 0.01% del peso secco del corpo umano. Si tratta per lo più di metalli e metalloidi che partecipano alle reazioni catalitiche del metabolismo ( Mn, Fe, Co, Cr, Cu, Li, Mo, Ni, I, Br, V, Al, Zn, Si, Se). Alcuni esempi:
Mn E’ implicato in numerosi processi catalitici, tra i quali le reazioni che costituiscono il Ciclo di Krebs. Fe Rappresenta il veicolo elettivo per il trasporto dell’ossigeno nell’emoglobina e degli elettroni nelle catene di ossido-riduzione. A livello non ematico il suo utilizzo è potenziato dalla vitamina C. Co E’ un grande regolatore del sistema neurovegetativo e fa parte della molecola della cianocobalamina (vitamina B).
Cu Carenze di rame sono quasi sempre collegabili a fenomeni di anemia, dato che esso interviene nella sintesi dell’emoglobina. E’ uno stimolatore della difese organiche, infatti è un ottimo antinfettivo, sia batterico che virale.
Li Agisce a livello cerebrale e viene usato in psichiatria per curare depressioni funzionali e psicosi maniaco-depressive.
I E’ un costituente della molecola degli ormoni tiroidei. Una sua carenza inoltre rappresenta la causa più importante delle lesioni cerebrali e dei ritardi mentali, tanto che un deficit di iodio durante la gravidanza può condurre ad irreversibili danni cerebrali al feto.
Al Presente ubiquitariamente nei tessuti, agisce a livello cerebrale, in particolare sui centri del sonno.
Zn Indispensabile per la sintesi e il funzionamento di diversi enzimi, è particolarmente concentrato nelle ghiandole endocrine, soprattutto nelle gonadi. La sua azione catalitica si svolge a livello ipofisario. Favorisce l’assorbimento della vitamina A.
L’uomo ha utilizzato gli oligoelementi fin dall’antichità a scopi medici, pur non conoscendone la natura chimica, né quali funzioni svolgessero a livello organico, si trattava quindi di un uso puramente empirico.
Fu Gabriel Bertrand, all’inizio del secolo scorso, il primo a studiare scientificamente questi elementi, isolandoli dalla materia vivente, e a comprenderne il ruolo catalitico.
All’inizio degli anni ’30, il medico francese Jacques Ménétrier proseguì le ricerche di Bertrand, in particolare orientando lo studio verso il campo della medicina umana. Ménétrier affermava che una malattia, prima di provocare delle lesioni organiche, inizialmente altera gli scambi biochimici cellulari. E’ proprio a questo livello che agiscono gli oligoelementi, egli infatti scoprì che questi elementi, se somministrati in certe dosi e in una determinata forma fisico-chimica, ripristinano l’equilibrio degli scambi cellulari, con effetti sia sul piano fisico che psichico. Le ricerche di Ménétrier sono state portate avanti fino ai giorni nostri e hanno permesso di valutare quantitativamente e qualitativamente il ruolo degli oligoelementi nella cellula.
Sono stati definiti oligoelementi essenziali quelli che svolgono una funzione indispensabile alla vita e, per questo motivo, vanno regolarmente assunti con l’alimentazione, nella misura di mg o ?g (microgrammi) al giorno. Gli oligoelementi essenziali sono: Fluoro, Selenio, Cobalto, Cromo, Rame, Ferro, Manganese, Molibdeno, Nichel, Vanadio, Zinco e Silicio. Essi devono avere queste caratteristiche:
- essere presenti in tutti i tessuti sani;
- avere una concentrazione relativamente costante;
- in caso di carenza, indurre alterazioni strutturali e fisiologiche;
- se somministrati, prevenire o guarire le alterazioni causate dalla carenza.
Le ricerche svolte hanno rivelato due diversi ruoli:
- ruolo strutturale, se si legano a molecole non enzimatiche, come i pigmenti sanguigni (emoglobina) e fotosintetici (clorofilla ecc…), ormoni (insulina, tiroxina ecc…), vitamine (gruppo B), stabilizzandole;
- ruolo funzionale, se si legano ad un enzima, promovendone l’azione catalitica.
Il valore terapeutico degli oligoelementi è legato al loro ruolo funzionale, ma, per comprenderne il significato, è necessario sapere cos’è un enzima e come funziona. Le reazioni del metabolismo cellulare non avvengono spontaneamente, perché richiedono un’energia molto elevata per rompere i legami delle molecole e formarne altri, o comunque impiegherebbero tempi troppo lunghi per la cellula. La presenza dei catalizzatori enzimatici abbassa il livello energetico necessario e quindi velocizza la reazione. Gli enzimi presentano un alto grado di specificità, sia nei confronti del substrato su cui agiscono, sia per il tipo di reazione catalizzata; tale specificità è data dalla loro struttura tridimensionale, che si adatta al substrato con un meccanismo detto di “chiave-serratura”. Gli enzimi sono molecole proteiche, ma spesso, oltre alla componente proteica, chiamata apoenzima, possiedono una componente non proteica, ilcoenzima, o gruppo prostetico, strettamente necessaria all’apoenzima per lo svolgimento del processo catalitico. In molti casi il gruppo prostetico è costituito da atomi metallici in forma ionica, in grado di accettare / cedere elettroni per la reazione. L’enzima può contenere stabilmente lo ione metallico nella propria struttura, oppure può essere attivato dalla semplice presenza dello ione nell’ambiente in cui avviene la reazione.
